giovedì 13 marzo 2008

Precaria? No grazie!

Grazie Silvio per i tuoi preziosi consigli. Ora so veramente cosa voglio dalla vita e quale potra' essere la scialuppa di salvataggio in caso non riuscissi a trovare un lavoro. VOGLIO SPOSARE UN MILIONARIO! VOGLIO SPOSARE TUO FIGLIO!
Purtroppo il gettonato Pier Silvio una Silvia già ce l'ha e io non ho speranze, ma il mare è pieno di pesci milionari pronti a sistemare le tante precarie... quindi non disperiamo.
Non dilunghiamoci in falsi moralismi, non buttiamo veleno come al solito sul povero Silvio che ha detto una grande verità suggerendoci il metodo più antico e indolore per campare (e stracampare aggiungo).
Per il candidato premier del Pdl è il partito quello che conta e deve essere un buon partito! Ovviamente il partito non è quello politico, ma è quello che ti mette la fede al dito.

Scherzi a parte, le sue battute mi fanno proprio ridere, ma proprio ridere... Ieri sera guardando il programma "Punto di Vista" del tg2 si sono divertiti proprio tutti quando il Cavaliere, alla domanda di una studentessa che chiedeva quale fosse la sua ricetta contro la precarietà, ha risposto con una battuta "infelice", ormai sulla bocca di tutti: "Io le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere".
Le risa più fragorose saranno state quelle dei precari e delle tante giovani ragazze che, dopo anni di studio e di sacrifici, sperano di farsi largo nel mondo del lavoro vivendo alla giornata in tutti i sensi e aspettando il rinnovo del contratto. Non sprechiamo il fiato a parlare di chi "scende a compromessi" per le più svariate ragioni, della bellona di turno che riesce ad avere una candidatura nelle liste perchè risulterebbe particolarmente intelligente e capace. Nel Pdl i posti dell'altra metà del cielo sono pochi: il 17 - 21% a fronte del 40% presente nel Pd, e le posizioni delle candidate Pdl in lista non garantiscono un posto sicuro in Parlamento.
Ora, già le donne arrivate in lista sotto "l'effetto spinta" sono poche, se poi ci tocca anche accontentarci di essere rappresentate da una soubrette o da un'ex reclusa del Grande Fratello, la cosa diventa preoccupante, anzi allarmante.
Pregiudizi non ce ne sono. Puntuale e coerente la constatazione che al mondo ci sono molti altri mestieri, esistono lavori incompatibili con l'essere parlamentare, esiste chi sceglie di fare politica da sempre e chi ha gli attributi per farla.
(Da questa riflessione non ne esce indenne neanche Veltroni che non ci ha risparmiato la candidatura della solita "figlia di", piuttosto che di una qualsiasi ragazza senza santi in Paradiso).
Detto ciò, a noi povere precarie e aspiranti tali (sperando di non essere proprio disoccupate) non resta altro che cercare, cercare, cercare... non un lavoro, ma un milionario da incastrare...

martedì 11 marzo 2008

Tutte le liste

http://www.repubblica.it/speciale/2008/elezioni/liste.html

Disillusione...

Ho la nausea di tutto. Se potessi, scapperei lontano, staccherei il telefono e cercherei di vivere alla giornata. Per un po', solo per un po': il tempo per riprendere forze e colore in viso, dal momento che ogni volta che mi guardo allo specchio mi deprimo ancora di più (tanto, anche se non ci fossero specchi nel raggio di un chilometro, ho comunque chi me lo ricorda). Ho la faccia che mi ritrovo, forse qualche chilo di troppo e tanta voglia di mandare tutto a puttane...

Non c'è niente che mi risollevi il morale: tutto comporta una scelta, un impegno, una rinuncia a qualcosa. Devo scervellarmi per gli stage, ci rendiamo conto. Devo preoccuparmi di scegliere il posto in cui possa sentirmi meno "l'ultima ruota del carro"; poi ci sono tanti parametri da valutare: si lavora o no, si trovano i contatti o no, è un'esperienza formativa o no...
Ma poi quale futuro? Non ho neanche la forza per essere delusa da quello che mi circonda. L'apatia regna sovrana.

La giornata è appena cominciata all'Ansa e le uniche volte che ho sentito pronunciare il mio nome non ero io che cercavano. La lagna è questa, pesante forse, ma tanto un blog non si lamenta se ti lagni...

giovedì 6 marzo 2008

Giornata da dimenticare

Sola davanti a palazzo Grazioli a prendermi l'acqua e a non concludere assolutamente niente. Mai nulla di diverso, di utile, di interessante. Voglio scappare da questo posto che non mi dà gratificazioni, ma soltanto batoste. Oggi sono state troppe le fregature. Mi sento una nullità, vorrei mandare tutto all'aria. Forse sono io il problema, sono io che manco di intraprendenza, non mi propongo. Tutto questo quando ieri mi sono sentita ripetere per l'ennesima volta le solite cattiverie che volevano dire una sola cosa: non sono intellettualmente stimolante. Parole parafrasate certo ma chi le pensa è una persona a me molto vicina. Dire che tutto questo mi delude è scontato. Non voglio sbatterci la testa in una storia che non mi dà alcuna serenità, che mi fa sentire inferiore.

"Il solito sesso", di Max Gazzè

Il falso antiperbenismo

Tutto questo odio verso la figura del piccolo - borghese da parte degli intellettuali(o presunti tali)lo reputo assurdo, a parte il fatto che la distinzione tra classi, come la si intendeva un tempo, è oggi anacronistica. Non solo, ma spesso l'intellettuale italiano proviene dalla piccola borghesia, anche se viene indottrinato al liceo e all'università e questo origina molto spesso un conflitto psichico tra estrazione e formazione. Pochi vogliono essere etichettati come piccolo borghesi. Agli intellettuali suona come un'offesa. Il piccolo borghese è sempre un altro, da guardare con disprezzo e con aria di superiorità.

Ma poi qualcuno mi sa spiegare esattamente cosa significhi l'accezione piccolo - borghese? Qualcuno sa elencarmi le sue caratteristiche?
La linea che separa chi potrebbe esserlo e chi crede di non esserlo è davvero troppo sottile per tracciare una netta demarcazione.
Se piccolo - borghese è colui che agisce con ipocrisia scegliendo quello che più gli conviene, credo proprio che mai espressione fu più lontana dalla mia persona. Io non ho la puzza sotto il naso, l'apparenza non è quello che più conta per me e se solo perché sono della Lumsa devo essere etichettata come una persona inetta, che non ha faticato per laurearsi (e quindi non sa vivere e essere stimolante intellettualmente), mi viene facile pensare che chi giudica aberranti i pregiudizi farebbe bene a non credere nei soliti stupidi STEREOTIPI.
Devo combattere ogni giorno contro la mia insicurezza e l'ultima cosa che voglio è proprio sentirmi giudicata ed "etichettata". Mi chiedo cosa fa di me una persona piccolo - borghese? Oltre all'appartenenza ad un ceto medio che condivido con quasi tutti quelli che mi circondano, torno alla mente a quel "finto perbenismo" che sembra trasparire dai miei atteggiamanti. Si è vero non la do in giro e non voglio essere cornuta, sono molto borghese in questo, ma sono davvero così fuori dal mondo?Ho pochi punti fermi nella mia vita, ma vorrei che ci fossero e sicuramente non credo che mi soffochino a tal punto da snaturarmi. Ciò che mi frena, in realtà, è il giudizio di chi crede di conoscere e catalogare le persone, di chi sputa nel piatto dove mangia, di chi non dice quello che prova e si nasconde davanti agli altri, davanti agli amici stretti.
Una persona intelligente, se davvero così arguta, dovrebbe smettere di trascorrere il suo tempo prezioso con persone che non stima e certo non dormire con ragazzine piccolo - borghesi. Ci sono tante donne "vissute" che accoglierebbero la persona non piccolo - borghese" a braccia aperte e non solo.

martedì 4 marzo 2008

Donne...

Crescono ma non abbastanza le donne
nella politica internazionale: in tutto il mondo, la "quota
rosa" e' pari al 17,7% degli eletti nei Parlamenti. E' un dato
record, perche' nel 1995 la percentuale era di appena l'11,3%,
ma ancora troppo basso. L'Unione interparlamentare (UIP),
organismo internazionale con sede a Ginevra in rappresentanza
di 146 parlamenti nazionali, ha presentato oggi le sue ultime
statistiche sulle donne nei parlamenti dopo le elezioni che nel
2007 hanno interessato 63 paesi (per 78 Camere). Un aumento del
numero delle donne e' stata registrata nel 58% dei casi, e le
donne hanno conquistato il 16,9% di tutti i seggi parlamentari
rinnovati l'anno scorso. Fra le donne che hanno ottenuto un
posto nelle Camere, 1.764 sono state elette con il suffragio
diretto, 116 con quello indiretto, mentre 133 sono state
nominate. Nel 20% delle Camere "rinnovate", la proporzione e'
rimasta immutata rispetto alla precedente legislatura. Peggio
ancora, si legge nella nota dell'Uip, nel 22% delle Camere
rielette, le donne sono ora meno numerose di prima. A questo
ritmo, commenta il segretario dell'Uip Anders B. Johnsson, "non
si arrivera' alla parita' nei parlamenti prima del 2050". Solo
in quattro Camere in tutto il mondo siede oltre il 40% di
parlamentari donne: oltre a Ruanda e Svezia, in testa da molti
anni, ora succede anche in Argentina e Finlandia. Una
curiosita': al Senato delle Bahamas, il 60% degli eletti e'
composto di donne. Il continente americano e i paesi nordici
confermano la tendenza all'aumento delle donne elette, mentre
gli stati insulari del Pacifico hanno il tasso piu' basso,
ovvero l'1,8% di donne parlamentari. Nessuna e' stata eletta in
Micronesia e a Nauru. L'avanzata piu' vistosa e' stata
realizzata nel 2007 in Kirghizistan, dove si e' passati
dall'assenza totale di donne in Parlamento al 25,6% dopo le
elezioni del 2007, grazie alla "quota rosa" stabilita in un
minimo del 30% di donne candidate. Quanto agli organi
esecutivi, a livello mondiale, i ministeri guidati da donne
sono il 16,1%, il 2% in piu' rispetto al 2005. Il numero di
paesi che non hanno donne ministro e' sceso da 19 a 13: la
sottorappresentazione delle donne nei governi, rileva l'Uip,
sta diventando sempre piu' una questione politica chiave. (AGI)